RISCHIO NUCLARE: le PILLOLE di IODIO AIUTANO?

In questi giorni si è sentito molto parlare di pillole di iodio collegate al nucleare, ma cosa sono e a cosa servono?

In questi giorni si è sentito molto parlare di pillole di iodio collegate al nucleare, ma cosa sono e a cosa servono?

Le pastiglie di iodio sono in grado di bloccare l’assorbimento di iodio radioattivo da parte della tiroide. La paura di una possibile guerra nucleare continua a crescere nei diversi Paesi europei, compresa l’Italia, dove è scattata una corsa all’acquisto in farmacia di pillole a base di iodio.

Queste pastiglie, a base di sale di iodio stabile, ossia non radioattivo, furono utilizzate in seguito all’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl, nel 1986, perché in grado di bloccare l’assorbimento dello iodio radioattivo da parte della tiroide.

Gli esperti però mettono in chiaro alcune cose: “È molto importante assumere lo iodio in dosi opportune e non come preventivo in assenza di radioattività”.

Lo iodio è una componente essenziale degli ormoni tiroidei che regolano la crescita dell’organismo e il funzionamento del metabolismo.

“Durante un incidente nucleare – come spiega l’Istituto superiore di sanità – , lo iodio radioattivo può essere rilasciato contaminando l’ambiente, con conseguente esposizione esterna. L’inalazione di aria contaminata e l’ingestione di cibo e acqua potabile contaminati possono portare all’esposizione interna alle radiazioni e all’assorbimento di iodio radioattivo principalmente da parte della tiroide. La ghiandola tiroidea utilizza lo iodio per produrre ormoni tiroidei e non distingue tra iodio radioattivo e iodio stabile. Dopo un incidente nucleare, se lo iodio radioattivo viene inalato o ingerito, la ghiandola tiroidea lo assorbe allo stesso modo dello iodio stabile”.

“Se lo iodio stabile – continua l’ISS – viene somministrato prima o all’inizio dell’esposizione allo iodio radioattivo, l’assorbimento di quest’ultimo sarà bloccato dalla saturazione della ghiandola tiroidea con iodio stabile, riducendo così efficacemente l’esposizione interna della tiroide. Nel complesso la somministrazione orale di iodio stabile (insieme al controllo degli alimenti e dell’acqua potabile) è considerata una strategia appropriata per ridurre il rischio di effetti negativi sulla salute delle persone esposte a un rilascio accidentale di iodio radioattivo ed è inclusa in molti paesi nei piani di emergenza”.

Quindi per concludere, l’assunzione di pillole di ioduro di potassio servono a “saturare” con iodio stabile la ghiandola tiroidea evitando l’assorbimento di iodio radioattivo, che quindi verrà espulso o decadrà.

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